Esplorazioni

Hai sentito il leone cantare questa notte?

Sette anni di caccia grossa

di Felice Scheibler

Pubblicato nel 1900 da Hoepli, questo libro racconta un mondo che sta scomparendo: dai Trappers delle Montagne rocciose, ai Masai dell’Africa equatoriale, dai Maharajà dell’India inglese, alle carovane delle Colonie africane. La caccia grossa, pur essendo centrale e descritta in maniera cruda e minuziosa, appare quasi il pretesto di un uomo curioso e intraprendente alla scoperta di un mondo lontano dall’Europa. Un mondo esotico e affascinante, immenso per le distanze percorse a piedi, a dorso di cammello, in canoa e allo stesso tempo piccolo per quell’élite di nobili europei che viaggiava in nave da un continente all’altro dandosi appuntamento per nuove battute di caccia.

Un grande libro, una grande occasione per conoscere dal vivo l’800 di un mondo che stava aprendosi al futuro “globale”.

E-book di Dominio Pubblico, formato EPUB e MOBI per Kindle, da scaricare gratuitamente

America. Ho da poco lasciato l’accampamento, quando a 300 metri incontro le orme di un grossissimo grizzly. Hanno venti centimetri di larghezza! Durante la notte esso ha fatto correre i nostri cavalli e ha divorato parte della carcassa del wapiti ucciso all’aperto sulla nostra alpe.

India. La spiaggia sabbiosa è coperta d’orme di tigri; segni freschi ne abbiamo visti dovunque, anche durante il tragitto. Siamo dunque proprio arrivati alla dimora prediletta della belva. Sembra persino che la giungla e l’aria siano impregnate del suo odore.

Uganda. L’erbaccia alta nasconde la nostra marcia lentissima; ogni qualvolta uno dei rinoceronti guarda nella nostra direzione, scompariamo stendendoci per terra, finché Juma Kosheni, che mi precede cauto tenendo la bocca aperta, con le pupille allargate e strisciando come fiera che si avvicini alla preda, mi fa segno di venire avanti, essendosi i rinoceronti rimessi a pascolare. Essi rimangono, incoscienti del pericolo, fino a che non siamo arrivati a cento passi. Allora sembra che ci fiutino, e diventano irrequieti.

Russia. Il sole sorgente spandeva già i suoi raggi su quello spazio aperto, e illuminava vivamente il superbo animale (Alce), quando sbucò finalmente dal bosco, deciso a combattere il supposto nemico. A 25 metri dal luogo dov’ero appostato trovò un albero solitario, ne divelse un ramo fregandolo con le corna sul tronco a fine d’infervorarsi alla lotta. Io lo puntai, ma indugiai a tirare per desiderio di godermi quel raro spettacolo e di vedere che cosa avesse intenzione di fare.

Somalia. La carovana sembra che funzioni bene e son soddisfatto del suo andamento. I cammelli, di notte, si sdraiano vicino alla mia tenda; per evitare che dopo si muovano, si legano loro le gambe davanti ripiegate in modo che sono costretti a stare in ginocchio. I cammellieri con le stoie che servono da basto costruiscono delle capanne, nelle quali dorme il personale. Per la guardia gli ascari si danno la muta; sul calare del giorno collochiamo la prima sentinella.

Ceylon. Il colpo rimbomba nella giungla, e nell’atmosfera umida si alza una fitta colonna di fumo, che copre ogni cosa; sto pronto con la seconda canna per il caso che, in mezzo al fumo, apparisca la testa dell’elefante. Sono dei secondi di ansietà che sembrano secoli; ma questa volta finirono con un grido di gioia che mandarono gli shikari.

Immagine: Caccia grossa di Antonio Ligabue (1929)

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