Esplorazioni

La complessità di ciò che non conosciamo

Tre protagonisti: Gaetano Casati, Emin Pascià (Isaak Eduard Schnitzer)  e Henry Morton Stanley: un geografo italiano di origine militare, un medico tedesco governatore di una provincia dell’Egitto ed un giornalista britannico esploratore diventato famoso per l’incontro con Livingstone alla ricerca delle sorgenti del Nilo.

Dieci anni in Equatoria – vol. 2°

di Gaetano Casati

Secondo volume di un’opera fondamentale per comprendere la complessità di quegli anni: Equatoria provincia dell’Egitto, la corruzione di uno stato in disfacimento, la rivoluzione islamista Mahadista, lo schiavismo alla fine dei suoi giorni, la follia di una spedizione di soccorso guidata da Stanley e finanziata dagli inglesi, la partecipazione quasi casuale di Gaetano Casati.

Vai al primo volume: Dieci anni in Equatoria – vol. 1°

Pagine crude, preludio dei disastri dell’Africa Centrale ed Orientale: lo scarsissimo valore della vita in una natura violenta, con popolazioni a volte violenti ed altre violentate.

Un documento di parte ma vero, un’avventura da leggere e da collegare all’attualità, fuga ed esplorazione, vita e morte, momenti estremi, mai normali; saremo mai capaci di comprendere la complessità di ciò che non conosciamo?

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Il 29 aprile 1888 il piroscafo con a bordo il governatore e Casati incontra la malridotta spedizione di soccorso di Stanley e si trova paradossalmente a prestarle aiuti e rifornimenti.

Emin Pascià (governatore di Equatoria, attuale Sud Sudan ed allora provincia dell’Egitto), in un primo tempo non sa decidersi ad abbandonare le sue genti e la sua posizione, ma mentre Stanley torna sui suoi passi per recuperare il resto della spedizione abbandonata lungo il percorso, la posizione di comando già precaria del governatore peggiora. Si hanno sommosse, indisciplina e viene addirittura imprigionato dai suoi stessi uomini.
D’altro canto Casati, pur dichiarando di voler seguire in ogni caso Emin, sembra intenzionato a rimanere.

Alla fine, per giunta incalzati da Nord dai mahdisti e allettati da promesse e prospettive ventilate da Stanley (nel frattempo tornato con i miseri resti di quella che era la sua spedizione e desideroso di compiere comunque un’impresa degna di nota), si decidono ad abbandonare l’Equatoria al suo destino e il 10 aprile 1889 si mettono in marcia verso oriente per percorrere 1600 km fino a Bagamoyo.

Delle 1500 persone della spedizione, composta quindi oltre che dagli uomini di Stanley anche da un eterogeneo seguito del governatore, solo la metà arriveranno a destinazione. Dovranno infatti superare malattie, assalti degli indigeni, diserzioni, difficoltà di vario genere e non ultimo il carattere dispotico e autoritario di Stanley.
Arriveranno il 4 dicembre 1889.

Immagine: da HM Stanley, Emin Pasha e Captian Casati. Credito: Wellcome Collection . CC BY

Dieci anni in Equatoria – vol. 1°

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