Racconti

1888 – Turisti per forza

Alpinisti Ciabattoni

di Achille Giovanni Cagna

Achille Giovanni Cagna (1847 – 1931), lo scapigliato da Vercelli, il Gadda delle risaie, osannato dal Contini e dimenticato da tutti noi.

“Alpinisti ciabattoni” – uno dei pochissimi libri del nostro Ottocento giocato decisamente sul registro umoristico – è ritenuto comunemente il capolavoro di Achille Giovanni Cagna, “scapigliato” piemontese sulla linea “macaronica” che da Faldella giunge a Carlo Emilio Gadda: scrittore estroso armato di un acre gusto espressionista, venne compreso e valutato tardi da critici come Benedetto Croce, Piero Gobetti e Gianfranco Contini, che, nel 1925, ne ripubblicò (per la Piero Gobetti editore) le opere migliori, fra cui “Alpinisti ciabattoni”, “descrizione dei malanni e degli inconvenienti della villeggiatura”.

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E proprio questa lingua ricca di invenzioni, che attinge a vari dialetti, irrequieta e saporosa, la vera sorpresa del libro, ed è grazie a lei se le goffe peripezie di questi piccolo-borghesi, incapaci di prendersi una vacanza e insensibili alla bellezza, restano tenacemente ancorate alla nostra memoria.

La tanto agognata e meritata vacanza tardoottocentesca di Sor Gaudenzio e della sua signora Martina, salumieri sopraffini in Sannazzaro Lomellina, sul lago d’Orta alle pendici del Mottarone.
Sudori ed ardori, personaggi provinciali maniacali, parvenu di fine ottocento alla prese con il mito della “villeggiatura”, fine ultimo della piccola borghesia.
Tra burrasche lacustri e ascensioni vertiginose, alberghi di quiete e filosofi di provincia.

Pensiamoci bene prima delle prossime vacanze!

“— A casa subit, — strillò Martina, — a casa! ghe n’ ho assè di montagni e de la campagna… che el diavol se la porta! a casa, disi!
Va ben, l’è fata! — rispose Gaudenzio allietato.
Consultò l’orario: il battello partiva alle due per Gozzano; prima di sera sarebbero a Sanazzaro.”

Immagine: Leonardo Bazzaro (1853-1937), Contadina sul Lago Maggiore.

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