Racconti

Un racconto ritrovato

La famiglia del marinaro

storia domestica livornese

raccontata da

Cesare Tellini

Pubblicato a Livorno nel 1873 dalla Tipografia e Litografia di Giuseppe Meucci, questo racconto lungo ha un suo interesse particolare. L’autore, del quale poco sappiamo, era un giornalista, commediografo e patriota toscano.

Il racconto ha in se stesso quei tipici elementi ottocenteschi di socialismo paternalista alla Verga e alla De Amicis, ma anche di avventura e di mare alla Conrad. C’è però anche uno spruzzo di realismo nella descrizione della povertà dell’umanità che vive intorno al porto.

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“Erano già passati tre mesi da che Vincenzo aveva salpato dal porto, quando una sera sull’imbrunire, mentre Elvira stava sulla piazza di Marte, oggi Mazzini, guardando i suoi bambini che divertivansi facendo ruzzolare per terra una piccola palla, una donna lacera delle vesti, con un figlioletto in collo e un altro attaccato alla gonnella, venne a sedersi sulla panchina sulla quale sedeva anche Elvira.”

“Spiegate le vele di maestra, di trinchetto, di perrucchetto e di gabbia intersarolate egli indirizzò la prua verso quella graziosa terra che mano si faceva più distinta, quanto più il sole andava indorando le alte montagne allora leggermente coperte di neve.
Riveder la terra ove eran sicuri di trovare un conforto dopo tante fatiche patite, e una terra che per la sua posizione topografica e pe’ suoi prodotti e per la sua popolazione gentile ed ospitale si può dire una delle più care alla creazione, fu per quei miseri dell’Isolina una tale consolazione da non potersi dire a parole.
Due ore dopo, a vele spiegate, la graziosa Isolina entrava nel comodo porto.”

Immagine: Guglielmo Micheli (1866-1926), Porto di Livorno, olio su tela del 1895 – Livorno, Museo Civico G. Fattori

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