Guide

… mi ti offro guida per condurti in Cadore

IL CADORE

descritto da Antonio Ronzon

Guida del 1877

Gentil lettore, che tu sia avvezzo a contemplare il tramonto del sole dalla baia incantata di Napoli o dai colli di Samminiato e di Fiesole, o ad ammirare dalle rive del Tevere i monumenti dell’eterna città, o a riposare l’occhio sulla ricca e fertile pianura lombarda; che tu abiti sulle sponde della Dora o del Po; che tu abbia ogni giorno dinanzi agli occhi lo spettacolo del ligure porto, ricco di piroscafi e navi, o che ti piaccia cullarti soavemente sulla veneta laguna in una misteriosa barchetta; da qualunque parte tu venga d’Italia nostra, o d’Inghilterra o di Germania, ospite desiderato ed atteso,

«Me precettor d’amabil rito ascolta.»

Io t’attendo alla stazione di Conegliano mentre discendi dal vagone e, se tu lo consenti, mi ti offro guida per condurti in Cadore.

E-book di Dominio Pubblico, formato EPUB e MOBI per Kindle, da scaricare gratuitamente

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Le strade, i paesi, le osterie, gli alberghi, i trasporti, le montagne, le passeggiate, gli uomini illustri, la storia

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Il Cadore che conosciamo, così come era nel 1877.

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(1420 – 1797). La Comunità cadorina libera sotto la protezione della Veneta Repubblica. ― Quando nell’aprile del 1421 i Veneti presero il castello di Pieve tenuto da Erasmo De Frisach, capitano pel patriarca Lodovico di Tech, fu eletto prima di tutti Manfredo di Collalto a custodirlo, mentre il castello di Bottestagno fu affidato, fino dal 1420, ad Andrea di Cesena. Il popolo cadorino libero e franco sentì subito i benefici effetti del nuovo governo e incominciò una vita di riforme e di operosità tutta nuova. A ciò lo eccitava lo splendido esempio della regina dei mari.

(1814 – 1866) La dominazione austriaca. ― Gli Austriaci mutarono tutto ciò che eravi del passato, lo scompartimento territoriale, il sistema d’amministrazione politica e giudiziaria. I diritti fondamentali, che costituivano le basi del regime anteriore, e di cui erano chiamati a fruire i cittadini, cedettero dinanzi al potere centrale di Vienna. La viceprefettura di Cadore fu divisa ne’ due distretti di Pieve e di Auronzo, avente ognuno un commissario, dipendente dall’i. r. Delegazione di Belluno; così allora fu compiuta la divisione malaugurata del Cadore e scomparve anche la memoria dell’antica comunità cadorina.

Immagine: particolare di “La presentazione della Vergine al Tempio” di Tiziano Vecellio

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