Saggistica

O-Taiti: può un’isola scuotere l’Europa?

SUPPLEMENTO AL VIAGGIO DI BOUGAINVILLE

di Denis Diderot

e altri scritti di: Samuel Wallis, James Cook, Louis Antoine de Bougainville, Paul Gauguin, Nicolas Bricaire De La Dixmerie

Nella storia delle circumnavigazioni del globo è rimasto celebre il viaggio di Louis-Antoine Bougainville, (link per scaricare il relato del viaggio di Bougainville) che, approdato nell’isola di Tahiti, tornò in patria con il “selvaggio” Aotourou, che il navigatore presentò nei salotti mondani e “filosofici” di Parigi.
Il racconto del suo viaggio, Voyage autour du monde, fu scritto da Bougainville un paio d’anni dopo il suo rientro in patria (1771) e nonostante siano poche le pagine riguardanti Tahiti, queste scossero l’immaginazione di un’Europa settecentesca che stava per affrontare la Rivoluzione Francese.

1767 – Tutte le donne sono graziose d’aspetto, ed alcune sommamente belle. Non pare, che riguardino la continenza come virtù (…). Il clima di Taiti sembra ottimo, e l’isola è uno de’ paesi più sani e gradevoli della terra: noi non vi abbiamo veduta alcuna malattia. Le montagne sono coperte di boschi, le vallate di verdura, e l’aria in generale vi è sì pura, che malgrado il caldo che fa, la carne ci si conservava sana due giorni, e un giorno il pesce. (S. Wallis)

1767 – “piene erano le piroghe di donne, che non la cedono per l’avvenenza della figura a una gran parte delle Europee, come per la bellezza del corpo su tutte la disputano con avvantaggio. La maggior parte di queste ninfe erano nude, poichè gli uomini e le vecchie che le accompagnavano levato loro avevano la perizoma con che d’ordinario esse s’involgono.”
“Ora, chied’io, in qual modo trattenere al lavoro, in mezzo a simile spettacolo, quattrocento Francesi, giovani, marinai, e che da sei mesi veduta non avevano donna alcuna?” (Bougainville)

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1770 – L’Isola di Taiti è situata nel mare del Sud,(..) non si soffrono quei caldi eccessivi (..) L’aria è pura ma non è ardente, la terra produce in tutte le stagioni, e le produzioni sono tanto spontanee che gli abitatori non hanno il pensiero di prepararle. Hanno un frutto di cui si fervono in luogo di pane, ed ogni altro loro cibo è di egual semplicità poichè non conoscono l’uso di cuocer carni, nè l’uso di vasi per cuocerle. Non conoscono nè vino, nè altro liquore fermentato, non moltiplicano inutilmente i loro bisogni, ma hanno cura di renderli tutti soddisfatti.
L’Amore è il più frequente che abbino, e siccome non v’è cosa che lo turbi, vi sodisfanno facilmente come ad ogni altro. Si potrebbe credere unicamente consacrata al culto d’amore quest’isola dove i piaceri non si colgono all’ombra del mistero, e dove si procede pubblicamente a quelle azioni che l’uso rende occulte appresso tanti altri popoli. (N. Bricaire De La Dixmerie)

1772 – «Piangete, sventurati Taitiani! Piangete; ma che sia per l’arrivo, e non per la partenza di questi uomini ambiziosi e malvagi: un giorno li conoscerete meglio. Un giorno torneranno, in una mano il pezzo di legno che vedete attaccato alla loro cintura, e il ferro che pende al fianco di quella, nell’altra, per incatenarvi, per tagliarvi la gola, o assoggettarvi alle loro stravaganze e ai loro vizi; un giorno servirete sotto di loro, corrotti, vili, infelici come loro. (D. Diderot)

1773 – “Sbarcammo in faccia alla valle e ci affrettammo ad oltrepassare la spiaggia per portarci in mezzo alle piantagioni, che per vero dire rappresentavano que’ campi Elisi, che parve al sig. Bougainville di rinvenire quando visitò la prima volta queste ridenti contrade” (James Cook)

1785 – «che se i felici abitatori di Tahiti, mai visitati da nazioni più civili, nella loro tranquilla indolenza fossero destinati a vivere anche per migliaia di secoli, si potrebbe dare una risposta soddisfacente a questa domanda: perché essi esistono? Non sarebbe stato altrettanto bene che quest’isola fosse stata occupata con pecore e buoi felici nel semplice godimento?” (I. Kant)

Immagine: Et l’or de leur corps; 1901 – Paul Gauguin (1848-1903)

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