IL MESSAGGERO DI LA PÉROUSE
Dalla Kamčatka a Versailles per salvare i diari della spedizione
Jean-Baptiste-Barthélémy de Lesseps
«Si hanno notizie di Monsieur de la Pérouse?»
Mentre i vascelli Astrolabe e Boussole facevano vela verso il Pacifico meridionale, andando incontro al loro tragico e misterioso destino nell’isola di Vanikoro, de Lesseps sbarcava sulle coste desolate del Kamčatka con una missione titanica: portare in salvo i diari, le mappe e i rilievi scientifici raccolti fino a quel momento. Jean-Baptiste non è solo un viaggiatore; è il custode della memoria di un’intera flotta, la staffetta che deve sottrarre all’oblio il sacrificio dei suoi compagni.
A compiere questa odissea attraverso l’inferno bianco della Siberia non è un esploratore consumato dagli anni, ma un ragazzo di vent’anni. All’inizio del testo, con l’eleganza pudica del suo tempo, dichiara di «essere appena entrato nel suo quinto lustro». È proprio lo sguardo di questo ventenne a fare la differenza: una penna fresca, limpida, priva di retorica e di autocompiacimento, capace di alternare la precisione chirurgica del diplomatico (agevolata da una straordinaria padronanza della lingua russa) allo stupore genuino dell’etnologo.
Speciale
Collana esploratori
collana di OttoVenti disponibile su Amazon
in formato ebook (kindle), KindeUnlimited e libro cartaceo
Lo presentiamo in e-book (per kindle) e in formato cartaceo in Amazon
IL MESSAGGERO DI LA PÉROUSE
Dalla Kamčatka a Versailles per salvare i diari della spedizione
Segui su my maps di Google le tappe del viaggio di Lesseps dalla Kamčatka a Versailles
Nell’arco di appena tredici mesi, tra l’ottobre del 1787 e il 17 ottobre del 1788, questo giovane attraversa l’intera Eurasia. Lo seguiamo mentre affronta le tempeste invernali della penisola del Kamčatka sulle slitte trainate dai cani; lo vediamo risalire i grandi sistemi fluviali siberiani a bordo di fragili imbarcazioni di legno lungo la Lena; lo accompagniamo nella corsa forsennata in carrozza attraverso la steppa di Baraba, oltre la catena degli Urali, stringendo i denti dopo un grave incidente sul Volga, fino all’ingresso a San Pietroburgo e al balzo finale verso Versailles.
La storia editoriale di queste pagine è affascinante quanto il viaggio stesso. Pubblicato originariamente a Parigi nel 1790 con il titolo Journal historique du voyage de M. de Lesseps, il testo conobbe un’immediata eco europea. In Italia, tuttavia, circolò un’unica, rarissima traduzione stampata a Napoli nel 1794 (Viaggio di M. de Lesseps console di Francia), per poi inabissarsi nell’oblio.
L’edizione OttoVenti recupera questo capolavoro rivendicando una scelta di assoluto rigore filologico, ma con una nuova traduzione. Abbiamo scelto di mantenere il testo nella sua totale integralità, senza tagli consolatori o modernizzazioni forzate che ne avrebbero alterato il sapore originale.
Se vuoi leggere la storia di La Pérouse vai a:
Viaggio di La Pérouse intorno al mondo
“la storia del nostro viaggio può aggiungere qualche pagina a quella dell’uomo”
di Jean François de Galaup, comte de Lapérouse o La Pérouse
Immagine:
incisione del 1790, intitolata “Caravane Kamtschadale arrivant dans un ostrog ou village“, raffigura il viaggio dell’esploratore francese Jean-Baptiste Barthélemy de Lesseps. Imprimerie Royale (Paris France)
La Collana Esploratori di OttoVenti raccoglie diari, relazioni e memorie di viaggi memorabili.
Non racconti di conquiste o di record, ma testimonianze di chi ha attraversato il mondo per i motivi più diversi — una missione, un esilio, un lavoro, una scommessa con sé stessi — e ne ha riportato uno sguardo: sui luoghi, sulla gente, sugli usi, sulle difficoltà del viaggiare.
Esploratori nell’anima, prima ancora che nei fatti.



