Esplorazioni

PASSAGGIO A NORD-OVEST

di ROALD AMUNDSEN

Quando la Gjøa, una piccola sloop di quarantasette tonnellate originariamente costruita per la caccia alle aringhe, fece il suo trionfale ingresso a Nome in Alaska alla fine dell’agosto del 1906, non stava soltanto concludendo un viaggio: stava sigillando una delle più grandi epopee della storia della navigazione.

Per oltre tre secoli, il Passaggio a Nord-Ovest era stato il vero e proprio spettro della geografia mondiale; un labirinto di ghiacci sterminato che aveva inghiottito navi, ammiragli e capitani — da John Cabot fino al tragico e favoleggiato destino della spedizione di Sir John Franklin.

Per generazioni si era vagheggiato persino l’ingannevole sogno di una via d’acqua continentale, un passaggio favoloso attraverso i Grandi Laghi e i grandi fiumi dell’America del Nord che potesse condurre direttamente al Pacifico, un mito duro a morire che solo le esplorazioni della costa del Pacifico condotte da James Cook avrebbero definitivamente smentito, dimostrando che non esisteva alcuna scorciatoia fluviale temperata e che l’unica vera via per il Catai passava per l’ostile e gelato arcipelago artico.

Se osservata nell’arco complessivo della sua esistenza, l’impresa della Gjøa rappresenta il vero momento di svolta per il giovane Amundsen. Non è soltanto la prima grande vittoria d’un uomo non ancora trentacinquenne, ma il banco di prova supremo di un metodo esplorativo che pochi anni dopo lo avrebbe condotto primo fra tutti al Polo Sud, e più tardi a sorvolare l’Artide con il dirigibile Norge.

Nella spedizione del 1903-1906 c’è già tutto l’Amundsen della maturità: la precisione scientifica (con il fondamentale rilievo del Polo Nord magnetico), la profonda e rispettosa assimilazione della cultura inuit, e soprattutto quella lucida determinazione che emerge vivida nelle pagine di questo diario.

Un’opera speciale che lascia un grande senso di nostalgia a libro chiuso. Ma oltre all’appassionante resoconto, è l’attualità di questo Passaggio a Nord-Ovest che fa riflettere: una via marittima fra i ghiacci, ora resa più facile dal cambiamento climatico, che porta al centro della geopolitica la Groenlandia, il Canada e l’Alaska.

Immagine: Roald Amundsen’s cutter Gjøa navigating the Northwest Passage. Oil on board

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