
L’Ammutinamento del Bounty: Storia di una Ribellione Leggendaria
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La storia del Bounty (Sua Maestà HMS Bounty) rappresenta uno degli episodi più celebri della storia navale britannica, segnato da una missione botanica fallita e da un ammutinamento leggendario.
(Il link ti porta alla pagina dove puoi scaricare gratuitamente l’ebook in italiano del libro citato)
Precedenti
Il testo che creò il mito di Tahiti (XVIII Secolo)
| 1771 | Viaggio intorno al mondo (1766 – 1769) | Louis-Antoine de Bougainville |
| Voyage autour du monde par la frégate du roi la Boudeuse et la flûte l’Étoile |
Senza il viaggio di Louis-Antoine de Bougainville, la missione del Bounty probabilmente non sarebbe mai esistita o avrebbe avuto premesse culturali e scientifiche molto diverse. Il legame non è solo geografico, ma filosofico e scientifico.
Questo libro divenne un best-seller in tutta Europa, inclusa l’Inghilterra. Fu la narrazione di Bougainville a imprimere nell’immaginario dei marinai inglesi (inclusi Fletcher Christian e l’equipaggio del Bounty) l’idea di Tahiti come un luogo di piaceri irresistibili, rendendo molto difficile per loro accettare il ritorno alla dura disciplina di bordo dopo sei mesi di permanenza sull’isola.
La risposta filosofica (1772/1796)
| 1772 | Supplemento al viaggio di Bougainville | Denis Diderot |
| Supplément au Voyage de Bougainville |
Scritto nel 1772 (ma pubblicato più tardi), questo saggio utilizza il resoconto di Bougainville per criticare la morale cristiana ed europea, contrapponendola alla libertà dei tahitiani.
o Legame: Questo clima intellettuale influenzò l’opinione pubblica che, dopo l’ammutinamento, tese a empatizzare con gli insorti, visti come uomini che avevano scelto la “libertà naturale” contro la “tirannia” di Bligh.
La missione scientifica e il Pane (Il legame diretto)
| 1768 | James Cook – Il primo viaggio | James Cook |
| 1772 | James Cook – Il secondo viaggio | James Cook |
| 1776 | James Cook – Il terzo viaggio | James Cook |
| The Journals of Captain James Cook (1768-1780) |
Sebbene Bougainville abbia creato il fascino poetico, la missione del Bounty nacque per scopi pratici legati alle esplorazioni precedenti:
• I Diari di James Cook
• William Bligh era stato l’ufficiale di rotta di Cook nel suo terzo viaggio. Cook aveva confermato le osservazioni di Bougainville sulla fertilità dell’isola e, soprattutto, sull’abbondanza dell’albero del pane.
• Sir Joseph Banks: Il botanico che viaggiò con Cook fu colui che propose al Re il viaggio del Bounty per trasportare le piante di pane da Tahiti alle Indie Occidentali (per sfamare gli schiavi). Banks conosceva bene il lavoro di Bougainville e la sua descrizione dell’utilità botanica di Tahiti.

– in rosso Rotta del Bounty a Tahiti e al luogo dell’ammutinamento
– in giallo Percorso del Bounty dopo l’ammutinamento, al comando di Christian
– in verde Tragitto della scialuppa di Bligh nel viaggio a Coupang
1. La Missione (1787-1789)
| 1792 | … in fase di traduzione … | William Bligh |
| A Voyage to the South Sea |
Il Bounty salpò dall’Inghilterra nel dicembre 1787 sotto il comando del tenente William Bligh. La missione, finanziata dalla Royal Navy su suggerimento di Sir Joseph Banks, consisteva nel raccogliere piantine di albero del pane a Tahiti per trasportarle nelle Indie Occidentali (Caraibi). L’obiettivo era fornire una fonte di cibo economica e nutriente per gli schiavi nelle piantagioni. Dopo una sosta di cinque mesi a Tahiti, durante la quale l’equipaggio si abituò ai costumi locali e instaurò relazioni con le donne tahitiane, la disciplina militare si allentò drasticamente.
2. L’Ammutinamento (28 aprile 1789)
| 1790 | … in fase di traduzione … | William Bligh |
| A Narrative of the Mutiny on board His Majesty’s Ship Bounty |
Il clima a bordo si deteriorò rapidamente durante il viaggio di ritorno a causa del rigore eccessivo e delle punizioni inflitte da Bligh. Il 28 aprile 1789, vicino all’isola di Tofua, Fletcher Christian, primo ufficiale e un tempo amico di Bligh, guidò la rivolta.
- L’abbandono: Bligh e 18 marinai rimasti fedeli furono caricati su una piccola scialuppa di circa 7 metri con scarse provviste e una bussola.
- L’impresa di Bligh: Con una straordinaria prova di marineria, Bligh navigò per oltre 6.000 km (3.600 miglia nautiche) in mare aperto, raggiungendo l’isola di Timor in 47 giorni senza perdere nessuno dei suoi uomini durante la navigazione.
3. Il Destino degli Ammutinati
| 1794 | Viaggio della HMS Pandora | George Hamilton & Edward Edwards |
| A Voyage Round the World in His Majesty’s Frigate Pandora |
Dopo l’ammutinamento, i ribelli si divisero in due gruppi:
- Tahiti: 16 uomini decisero di restare a Tahiti. Molti di loro furono catturati nel 1791 dalla nave britannica HMS Pandora, inviata per arrestarli.
- Isola di Pitcairn: Fletcher Christian, altri 8 ammutinati e un gruppo di tahitiani (6 uomini e circa 12 donne) cercarono rifugio sull’isola di Pitcairn, che era mal segnalata sulle mappe e quindi sicura dalla Royal Navy. Bruciarono il Bounty per evitare di essere individuati.
4. Il Processo ed i Sopravvissuti
| 1794 | … testo non ancora disponibile … | Edward Christian |
| Minutes of the Proceedings of the Court-Martial… |
- Il Processo (1792): Dei 14 prigionieri catturati a Tahiti (alcuni morirono nel naufragio della Pandora durante il ritorno), 10 arrivarono vivi in Inghilterra per il processo. Quattro furono assolti, tre ricevettero la grazia reale e tre furono impiccati nel 1794.
- L’evoluzione a Pitcairn: La comunità su Pitcairn fu segnata da violenze interne per il controllo delle terre e delle donne. Nel 1808, quando la nave americana Topaz scoprì l’insediamento, era rimasto un solo ammutinato maschio, John Adams (noto anche come Alexander Smith), che viveva con un gruppo di donne tahitiane e numerosi bambini.
- Eredità: Adams fu graziato dalle autorità britanniche e divenne il patriarca di una comunità profondamente religiosa. I discendenti degli ammutinati vivono ancora oggi a Pitcairn e sull’isola Norfolk.
Selezione di testi di letteratura sul Bounty (non pubblicati da OttoVenti):
Narrativa e Romanzi
- La Trilogia del Bounty di Charles Nordhoff e James Norman Hall: è l’opera più celebre e ha definito l’immaginario collettivo sul tema. Si compone di:
- L’ammutinamento del Bounty (Mutiny on the Bounty, 1932): narra gli eventi dal punto di vista del giovane guardiamarina Roger Byam.
- Uomini contro il mare (Men Against the Sea, 1934): descrive l’incredibile viaggio di 3.600 miglia di William Bligh e dei suoi fedeli su una scialuppa aperta.
- L’isola di Pitcairn (Pitcairn’s Island, 1934): racconta l’insediamento degli ammutinati e la tragica sorte della colonia su Pitcairn.
- I ribelli del Bounty (Les Révoltés de la Bounty, 1879) di Jules Verne: un racconto breve basato sulla documentazione dell’epoca, caratterizzato dal tipico stile avventuroso dell’autore.
- Mutiny: A Novel of the Bounty (2008) di John Boyne: una rivisitazione moderna del mito del Bounty.
Saggistica e Ricostruzioni Storiche
- La vera storia del Bounty (The Bounty, 2003) di Caroline Alexander: una delle opere più complete e documentate, che cerca di riabilitare la figura del capitano Bligh analizzando le prove storiche e le testimonianze del processo.
- La tragedia del Bounty di Richard Hough: un saggio storico che ricostruisce dettagliatamente le cause psicologiche e ambientali dell’ammutinamento.
- Gli ammutinati del Bounty di John Barrow: scritto originariamente nel 1831, è stato uno dei primi testi a popolarizzare la vicenda a metà tra resoconto storico e narrazione.
- Mr Bligh’s Bad Language di Greg Dening: un’analisi antropologica e sociologica sulla vita a bordo, la disciplina navale e le dinamiche di potere che portarono alla rivolta
Nota bene:
L’isola di Tahiti (scritto a volte Taiti) ha avuto diversi nomi nella sua storia
Sagittaria: Nome dato dai portoghesi guidati da Pedro Fernandes de Queirós nel 1606.
Otaheite: Forma utilizzata nei primi documenti europei del XVIII secolo. Deriva dalla frase tahitiana ‘o Tahiti, che significa “è Tahiti”, fornita dai locali agli esploratori che ne chiedevano il nome.
O-Taiti: Il nome O-Taiti è la trascrizione fonetica utilizzata dai primi esploratori europei, come James Cook e Samuel Wallis, per identificare l’isola.
King George III Island: Nome attribuito dal navigatore britannico Samuel Wallis nel 1767, in onore del sovrano inglese dell’epoca.
Nouvelle-Cythère (Nuova Citera): Soprannome dato dall’esploratore francese Louis-Antoine de Bougainville nel 1768. Il riferimento era all’isola greca di Citera, sacra alla dea Afrodite, a causa della bellezza del luogo e dell’accoglienza calorosa degli abitanti.
Per approfondire vi consigliamo due siti (in inglese):
Bligh & Bounty: nella pagina del Pitcaim Study Center del PUC (Pacific Union College)
Fateful voyage: probabilmente la maggior raccolta organizzata di documenti sul Bounty. La pagina è un’iniziativa di Whalesite.org
Immagini da: Wikipedia