Biografie

MEMORIE DELLE MONTAGNE

Sir Martin Conway

«Un uomo non scala una montagna senza portarne via un pezzetto con sé, e senza lasciare qualcosa di se stesso su di essa.»

In questo suo libro, per la prima volta tradotto in italiano da OttoVenti, Sir William Martin Conway ci racconta la sua straordinaria carriera di esploratore e, come splendido e drammatico finale, il tentativo al Monte Sarmiento nella Terra del Fuoco cilena, che lo respinse.

«Conway fu il vero filosofo delle alte quote. Non scalava le montagne per domarle o per misurarle, ma per raccogliere quei ricordi immacolati che sole le vette sanno donare, e che non ci abbandonano più.»
Geoffrey Winthrop Young, poeta-alpinista e figura di riferimento dell’Alpine Club

«Lord Conway è stato l’uomo che ha insegnato all’alpinismo a parlare la lingua delle Belle Arti. Nessun altro ha saputo combinare con tale naturalezza il rigore dell’esploratore geografico con la sensibilità dello storico dell’arte.»
Douglas Freshfield, esploratore e presidente della Royal Geographical Society

William Martin Conway visse e descrisse l’«Età d’Oro» e l’«Età d’Argento» dell’alpinismo vittoriano. Durante la sua lunga carriera — documentata nelle sue opere autobiografiche come Climbing and Exploration in the Karakoram Himalayas (1894), The Alps from End to End (1895), Aconcagua and Tierra del Fuego (1902), Mountain Memories (1920) e nei resoconti delle sue grandi spedizioni extraeuropee — incrociò il passo con i nomi più illustri dell’alpinismo europeo.


Ricostruire la sua rete di compagni di cordata, guide e colleghi significa tracciare la mappa stessa dell’alpinismo d’epoca.

1. Le Guide Alpine

Conway si affidò sempre ad alcune delle più straordinarie guide alpine della storia, instaurando con loro un rapporto di profonda stima tecnica e ampiezza umana.

Jean-Antoine Carrel (il “Bersaglier”): La leggendaria guida di Valtournenche, celebre per la prima salita del Cervino dal versante italiano (1865). Conway compì con lui diverse ascensioni nelle Alpi e ne decretò sempre la statura monumentale.

Antoine Maquignaz: Guida valdostana di primissimo ordine che accompagnò Conway sia nelle Alpi sia nella fondamentale spedizione in Terra del Fuoco (1898-1899) per il tentativo al Monte Sarmiento.

Mattias Zurbriggen: Originario di Macugnaga, fu la guida principale della grande spedizione di Conway nel Karakoram (1892) — dove insieme stabilirono il record mondiale d’altitudine sul Pioneer Peak — e nella spedizione sulle Ande (1898), dove Zurbriggen effettuò la prima salita in solitaria dell’Aconcagua e del Tupungato.

Alois Pollinger: Guida di Zermatt, pioniere della tecnica d’arrampicata moderna e inventore della discesa in corda doppia (abseilen), compagno di Conway nella traversata delle Alpi nel 1894.


2. Alpinisti e Compagni di Cordata

Tra gli alpinisti con cui divise la corda vi furono alcune delle figure più influenti dell’Alpin Club di Londra:

Edward Whymper: Il vincitore del Cervino (1865). Sebbene di carattere molto diverso, Conway ed Whymper condivisero l’esplorazione delle Ande e del Sud America, confrontandosi spesso sulle rispettive misurazioni e carte geografiche.

A. F. Mummery (Albert Frederick Mummery): Il più grande alpinista puro dell’epoca vittoriana, teorico dell’arrampicata “senza guide”. Conway fu legato a Mummery da una profonda amicizia; insieme esplorarono il Caucaso e discussero a lungo le nuove vie alpinistiche prima della tragica scomparsa di Mummery sul Nanga Parbat nel 1895.

Douglas Freshfield: Grande esploratore del Caucaso e dell’Himalaya, storico della geografia e presidente dell’Alpine Club e della Royal Geographical Society, con cui Conway mantenne un fecondo sodalizio culturale.

Charles Granville Bruce: Giovane ufficiale britannico ed esperto conoscitore del Nepal (futuro capo delle storiche spedizioni britanniche all’Everest negli anni ‘20), fu reclutato da Conway per la spedizione nel Karakoram del 1892 per gestire i portatori Gurkha.

A. D. McCormick: Pittore e illustratore che accompagnò Conway nell’Himalaya e nelle Alpi, documentando visivamente le loro imprese.

Immagine: Morning in the Peruvian Andes, Henry Augustus Ferguson (1842–1911)

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