Teatro

Soffiate venti, fino a farvi scoppiare le gote.

Re Lear

di William Shakespeare

Leggere o rileggere Re Lear? Sì, perché è sempre attuale:

«Il protagonista è il re, è ovvio, ma lui è la pazzia del mondo. Il vero protagonista è Edgar, che rappresenta il percorso per raggiungere la grande saggezza, che è nell’ultima battuta del Re Lear, che dice Edgar: “Non pretenderemo di essere eterni”. La dice lunga… Saper trovare il momento in cui fare il famoso passo indietro. Ma l’uomo commette la hybris (ndr.: tracotanza) di credersi eterno. È difficile fare il passo indietro. Se qualcuno l’avesse letto prima di … »
Gabriele Lavia

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La storia che ne fornisce l’intreccio principale affonda le radici nell’antica mitologia britannica. È un dramma a doppio intreccio (schema presente in molte opere dello stesso autore) nel quale la trama secondaria contribuisce a far risaltare e a commentare i vari momenti dell’azione principale. Re Lear è generalmente considerato una delle migliori tragedie di William Shakespeare. Si crede che sia stato scritto nel 1605 ed è basato sulla leggenda di Leir, un re della Britannia prima che questa diventasse parte dell’Impero Romano.

(EN) (Re Lear; Atto III scena II)

«Blow, winds, and crack your cheeks! rage! blow!
You cataracts and hurricanoes, spout
Till you have drenched our steeples, drowned the cocks!
You sulphurous and thought-executing fires,
Vaunt-couriers to oak-cleaving thunderbolts,
Singe my white head! And thou, all-shaking thunder,
Strike flat the thick rotundity o’ the world!
Crack nature’s molds, all germens spill at once
That make ingrateful man!»

(IT) (Re Lear; Atto III scena II)

«Soffiate, venti, da scoppiarvi le gote, infuriate, soffiate!
Turbini e cateratte del cielo, diluviate,
Ad affogare i galli giravento in cima ai campanili.
E voi, sulfurei lampi, rapidi più del pensiero,
precursori del fulmine schiantaroveri,
Strinatemi questa testa canuta. Tu, tuono scotitore del mondo,
Spianala d’un colpo al suolo questa compatta sfera del globo,
Rompi gli stampi di natura;
Disperdi tutto e tutti insieme ai germi onde si genera,
Mostro d’ingratitudine, l’uomo»

Severino Saltarelli ● SOFFIATE VENTI

Immagine: Libecciata – Giovanni Fattori 1895

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