Narrativa

RA VAL: Cortina, quando era ancora Ampezzo

Guido Sattin

Ra Val non è un luogo. È una valle.

Prima che diventasse Cortina d’Ampezzo, era semplicemente Ampezzo.
Una conca di prati, boschi fra le Dolomiti; abitata da uomini che non possedevano la terra, ma la custodivano. Le Regole. Le famiglie. La lingua ladina. Il tempo scandito dal lavoro e dal silenzio.

Questa è la storia di Marco Hofer, arrivato ragazzo da Venezia nel 1866, quando i confini cambiavano e le identità si spezzavano. Figlio di un impero che arretra, uomo di una valle che resiste.
Attraverso la sua voce — e quella di Caterina — scorrono gli anni del cambiamento, dell’arrivo del turismo, della trasformazione di Ampezzo in Cortina. Poi la guerra.

Ma questa non è solo una storia.
È un modo di stare al mondo.

Tra sentieri, neve, legno scuro e campane lontane, Ra Val racconta una comunità che vive senza proclamarsi, che resiste senza opporsi, che continua a esistere mentre la Storia passa.

Perché qui la bellezza non si offre.
Sta.

E chi la guarda deve imparare a restare.

PPUna storia personale immersa nella storia tra il 1866 e il 1924. Ma anche la storia di una montagna, ora travolta dal turismo, allora affascinante per la sua bellezza selvaggia. Lettura molto interessante, che fa riflettere.
LCÈ bellissimo! una scrittura piacevole. Nella ricerca storica dei luoghi e dell’idioma sono rappresentate le bellezze delle nostre montagne; leggendolo tutto d’un fiato sembra di essere lì. È esattamente come nella descrizione!
MCLetto, mi è piaciuto molto, molto….
CLUna scrittura piacevole descrittiva e riflessiva. Hai svelato le peculiarità, sconosciute ai più, di un periodo storico di una località stupenda. Bella la ricerca storica e puntuale. Bello il richiamo alla lingua.
C….letto, bello, scritto bene, tocca temi piuttosto profondi e potrebbe essere motivo di riflessione per questa società!!!
FR… hai reso magnificamente l’atmosfera di Cortina pre turismo…. la vera montagna ed i suoi abitanti. Bella la storia scritta bene, forse qualche ripetizione di atmosfera, ma molto molto gradevole.

Immagine: Becco di Mezzodì, olio di Michele Rossaro


Guido Sattin:
Per gran parte della mia vita ho navigato tra le complessità della medicina e della direzione sanitaria, guidando ospedali tra Venezia e le montagne di Cortina d’Ampezzo. Dalle sfide della cooperazione internazionale a Lima, in Perù, fino alla gestione di strutture d’eccellenza in Italia, il mio percorso è sempre stato guidato da un metodo rigoroso e da una profonda curiosità per l’essere umano.

Oggi, conclusa la carriera medica, rivolgo la stessa dedizione alla mia più grande passione: la riscoperta di libri di viaggio, relazioni e documenti dimenticati o mai tradotti. Mi immergo tra diari d’epoca, mappe ingiallite, schizzi e resoconti per riportare alla luce odissee umane tra i ghiacci, i mari e le montagne più impervie.

Li recupero, li riedito e li offro a tutti con OttoVenti; gli otto venti della Rosa dei Venti.

Vivo fra le acque della Laguna di Venezia, quelle del lago di Bracciano e lo splendido mare di Trapani e viaggio: ogni libro è, in fondo, un nuovo viaggio da intraprendere.

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