Viaggi

Mare e Sardegna

D.H. Lawrence

Se cercate l’Italia da cartolina, i tramonti rassicuranti e il folklore confezionato per turisti soddisfatti, chiudete questo libro. Subito.

Mare e Sardegna è un diario di viaggio scritto nel 1921 da un uomo che non sapeva stare al suo posto. D.H. Lawrence — già scandaloso, già odiato dai benpensanti — parte con sua moglie Frieda verso la Sardegna in pieno gennaio, senza una ragione precisa, quasi per sfida. Quello che porta a casa non è una collezione di paesaggi pittoreschi ma qualcosa di molto più scomodo: la verità.

Siamo nel 1921. La Grande Guerra ha lasciato un continente di macerie e il nuovo mondo profuma di soldi facili. Lawrence non è un turista — è un anatomista. Smonta sistematicamente l’Italia da cartolina e al suo posto mette stazioni fatiscenti, cambi di valuta che avvelenano ogni rapporto umano, locali diffidenti e viaggiatori trattati come prede. Ma dietro la durezza emerge qualcosa di inatteso: una tenerezza viscerale per l’umanità autentica dei pastori sardi, dei ragazzini di Palermo, di chi ha ancora un rapporto vivo con la propria terra.

Con lui c’è Frieda — la Q.B., la Regina Ape — vera bussola umana del viaggio, figura che la critica ha quasi sempre ignorato e che questa edizione finalmente restituisce alla sua centralità.

Il finale a Palermo, in un teatrino dell’Opera dei Pupi stipato di soli uomini, è l’epifania di tutto: il contatto di sangue, la vicinanza fisica tra corpi che partecipano allo stesso rito senza doverlo spiegare, tutto ciò che la modernità industriale sta lentamente uccidendo.

Mare e Sardegna non è un libro sul passato. È un libro su adesso.

Questa edizione include una nuova traduzione italiana e una prefazione critica che ricostruisce il contesto storico del 1921, la ricezione scandalosa del libro in Italia e la sua straordinaria attualità.

Immagine: Antonio Ballero (1864-1932), Mattino di Marzo



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