In canoa e con la slitta trainata da cani tra gli Indiani Cree e Saulteaux
Egerton Ryerson Young
By Canoe and Dog-Train – Viaggiare ai confini del mondo
Ci sono libri che appartengono al loro tempo e altri che, pur radicati in un’epoca lontana, riescono ancora a parlare — magari non per ciò che volevano dire, ma per ciò che oggi ci rivelano.
By Canoe and Dog-Train (pubblicato alla fine dell’Ottocento) è uno di questi. e si svolge in un tempo in cui le mappe erano incomplete, i laghi del Nord America si stendevano come specchi di ghiaccio infiniti e i viaggi non si facevano per turismo, ma per fede, per necessità o per pura sopravvivenza.
In questo mondo si muove Egerton Ryerson Young, autore di By Canoe and Dog-Train — un libro raro, affascinante, scritto alla fine dell’Ottocento, che racconta la vita di un uomo e della sua famiglia tra le foreste e i ghiacci del Canada settentrionale.
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Con una canoa in estate e una slitta trainata da cani in inverno, Young percorre fiumi, laghi e distese gelate alla ricerca dei villaggi Cree e Saulteaux, raccontando il suo viaggio con l’occhio del testimone e la penna del narratore. Ne nascono pagine vive, dove si alternano avventure estreme, incontri sorprendenti e descrizioni di una natura selvaggia e assoluta: il freddo che spacca le mani, la luce irreale delle aurore boreali, i silenzi infiniti delle notti invernali, la generosità e la dignità delle popolazioni native.
Col tempo, arrivai a sentirmi in canoa come a casa mia, e, con la benedizione di Dio, mi fu concesso di compiere molti lunghi viaggi per raggiungere coloro che non potevano essere avvicinati in altro modo, se non con le slitte trainate dai cani durante l’inverno.
I buoni costruttori di canoe non sono molti, e perciò le canoe ben fatte sono sempre molto richieste. Fragile e leggera com’è, questa imbarcazione indiana richiede tuttavia grande abilità e ingegno nella costruzione.
Serve grandissima attenzione nel togliere la corteccia dall’albero. Si comincia praticando una lunga incisione verticale lungo il tronco. Da quel taglio, l’Indiano inizia a staccare con il suo coltello affilato la corteccia, spellando lentamente tutto il tronco, fino all’altezza raggiunta dall’incisione, in un unico grande pezzo. E anche una volta separata dal tronco, la corteccia deve essere maneggiata con estrema cura, poiché si spacca o si screpola con facilità.
Il legno di cedro è il più apprezzato per l’intelaiatura, e quando è disponibile viene sempre utilizzato. Ma nella regione in cui vivevamo noi, a nord del limite naturale del cedro, i costruttori di canoe usavano invece sottili listelli di abete rosso, che rappresentavano il miglior sostituto possibile offerto dal nostro territorio.
Tutte le cuciture delle varie parti di corteccia di betulla e l’attacco della copertura al telaio esterno vengono realizzati con le lunghe e sottili radici dell’abete balsamico o del larice. Queste radici vengono ammorbidite in acqua e poi strofinate finché diventano flessibili come strisce di cuoio. Una volta completata la cucitura, molte sottili costole di abete vengono inserite a forza nella struttura, conferendo così alla canoa la sua forma e solidità finali. Le giunture e i punti deboli vengono poi accuratamente ricoperti di pece fusa, che gli Indiani ricavano dagli alberi di abete e balsamo.
Sì, il libro è anche un documento del suo tempo — magari si possono anche saltare alcune pagine troppo intrise dallo spirito evangelizzatore di quel tempo — ma al di là di tutto resta una straordinaria testimonianza di viaggio, scritta da chi non si limitava a osservare: viveva, rischiava, amava e imparava ogni giorno nel cuore di un mondo remoto.
E’ anche un documento antropologico e storico unico per le precise informazioni che ci trasmette sulle popolazioni indiane di quelle zone.
Leggere oggi By Canoe and Dog-Train significa riscoprire il senso autentico dell’esplorazione, quando ogni spostamento era una sfida, ogni incontro un mistero, e la parola “viaggiare” voleva dire mettere in gioco la propria vita per scoprire quella degli altri.
Questo ebook, disponibile gratuitamente su ottoventi.eu, è un invito a viaggiare indietro nel tempo — in canoa e con la slitta — verso un Nord che ancora oggi conserva intatto il suo fascino di frontiera.
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Immagini: dal testo originale di Egerton Ryerson Young
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