Narrativa

Non sono mai nata

La capanna dello Zio Tom

di Harriet Beecher Stowe

Così si descrive uno dei tanti personaggi della Capanna dello zio Tom: “Non sono mai nata e non ho mai avuto né padre, né madre, né nulla ..”.
E Cassy, un altro dei personaggi: — Io credo che non vi sia Dio; e, se c’è, sta contro di noi. Tutto è contro di noi: il cielo e la terra. Tutto ci spinge verso l’abisso! Come non cadervi?

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Ma Giorgio Harris (altro dei personaggi) risponde: “Mio padrone! … E con qual diritto è mio padrone? Ecco ciò che domando a me stesso. Quali sono i suoi diritti sopra di me? Non sono un uomo al pari di lui? Io valgo più di lui: m’intendo meglio di affari, sono più abile amministratore, e leggo e scrivo meglio di lui. E non gli devo niente: tutto ciò l’ho compreso da me, senza lui, a dispetto di lui. Dunque, con qual diritto mi adopera come una bestia da soma?…”

Pubblicato nel 1852, in seguito ad un atto legislativo promulgato nel 1850, il Fugitive Slave Law, che decretava un dovere la denuncia degli schiavi fuggiti e la restituzione ai proprietari, il romanzo ebbe un profondo effetto sugli atteggiamenti nei confronti degli afro-americani e la schiavitù negli Stati Uniti e rese più acuto il conflitto che condusse alla guerra civile americana.

Harriett Beecher Stowe era un’abolizionista convinta.
Questo romanzo è stato il suo tentativo, assai riuscito, di sollevare le coscienze delle persone dell’epoca.
La capanna dello zio Tom colpì talmente l’opinione pubblica che Abramo Lincoln, parlando della sua autrice, alla fine della guerra civile americana che sancì l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti:
“E’ la piccola donna che ha vinto la guerra”.

Immagine: François-Auguste Biard, L’Abolition de l’esclavage dans les colonies françaises en 1848

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