Narrativa

Yanez fumava la sua ultima sigaretta

Il Re del Mare

Emilio Salgari

… ed ora disse Sandokan con un gesto superbo, – lassù, avvolto nella mia bandiera. Vieni Yanez: tutto è finito.
– Bah! – fece il portoghese, gettando in aria una boccata di fumo. – Non si può mica vivere all’infinito. –
Quando le acque cominciarono ad invadere la coperta, il portoghese lasciò cadere la sigaretta quasi finita, dicendo:
– Va’ ad aspettarmi in fondo al mare! –

Quinto romanzo del ciclo dei pirati e uno dei migliori per dialoghi, per la ricchezza del linguaggio marinaresco, per le splendide descrizioni delle battaglie navali e di paradisi incontaminati.
Gran parte della trama è ambientata sul mare e protagonista assoluto è Yanez che ruba la scena a Sandokan (il quale appare solo nella seconda parte del romanzo), con la sua arguzia, ironia, e calma anche nei momenti di maggiore pericolo.

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Alla fine del testo abbiamo aggiunto un piccolo vocabolario marinaro che, essendo anche noi come Emilio Salgari “grandi navigatori” a tavolino, ci ha aiutato a gustare ancor più un libro da leggere (o rileggere) tutto d’un fiato.

Esempio:
panna         E’ una manovra che effettuano i velieri per rimanere fermi, fermi per modo di dire, perchè la barca avrà uno scarroccio sottovento ma in compenso un avanzamento quasi nullo.

Il ciclo dei pirati
I Misteri della Jungla Nera (1895)
Le Tigri di Mompracem (1900)
I Pirati della Malesia (1896)
Le due Tigri (1904)
Il Re del Mare (1906)
Alla conquista di un impero (1907)
Sandokan alla riscossa (1907)
La riconquista del Mompracem (1908)
Il Bramino dell’Assam (1911)
La caduta di un impero (1911)
La rivincita di Yanez (1913)

Salgari è considerato un autore popolare e di libri per ragazzi ma, spiega Michele Mari (da Repubblica del 10-6-2016)– appassionato dei suoi libri fin da bambino – il suo stile non è affatto ingenuo e trascurato, anzi è “iperletterario”, come mostrano anche le sue notevoli invenzioni linguistiche. Anche il realismo del testo è garantito da un importante lavoro di ricerca: Salgari era un navigatore e per ambientare le sue storie nel Mar dei Caraibi e nel sud-est asiatico studiò accuratamente mappe e libri nautici.

Com’è noto Salgari, tolta una misera esperienza di mozzo da Venezia a Brindisi, non navigò mai. Ma quando scrisse di essere «nato in una notte di tempesta, vissuto tra le tempeste degli oceani ove l’anima diventa selvaggia», quando scrisse di essere diventato «prigioniero del pirata Sandokan all’età di ventitré anni» era sincero …

Immagine: The Fighting Temeraire, dipinto di William Turner

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