Racconti

Chi lava la testa all’asino perde il tempo e il sapone

“Sulla montagna: racconto”

Caterina Pigorini Beri

In quella parte d’Italia così bella e pittoresca che si stacca dalla marina adriatica co’ suoi colli feraci coperti d’ulivi e di castagni, dove una gente mite e di gentile sangue etrusco sente scrosciare la Nera spumeggiante, viveva nella casetta de’ suoi padri Antonio il boscaiolo.

Scrittrice, nata a Fontanellato (Parma) nel 1845, figlia del medico condotto e sorella del famoso paletnologo Luigi Pigorini e morta in Roma il 26 marzo 1924.

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Autodidatta, fu insegnante nelle Scuole femminili di S. Paolo, di Macerata, poi (1870) direttrice della R. Scuola normale di Camerino. Si occupò di letteratura, di storia, di morale, di arte, di politica; lasciò novelle, romanzi, profili; ma il suo nome è durevolmente affidato soprattutto ai lavori di folklore e specialmente ai volumi Costumi e superstizioni dell’Appennino marchigiano (Città di Castello 1889) e In Calabria (Torino 1892), nei quali la Pigorini Beri descrive con molta ricchezza e vivacità di colore le costumanze popolari di quelle regioni. Per questa sua attività meritò nel 1899 il premio della Società italiana di antropologia e di etnologia di Firenze, nel concorso per una monografia sulle superstizioni popolari in Italia. (da enciclopedia Treccani).

L’amore, delizia e terrore delle anime, era venuto ad aggiungere la sua parte di tormento: questo gran problema della vita per cui tutto si fa e pel quale tutto è fatto, si presentava anche in quel momento come il fondo di quel dramma.

Questo piacevole racconto, del 1889, lo abbiamo trovato ed estratto dalla NUOVA ANTOLOGIA DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI dove era stato pubblicato a puntate a partire dallo stesso anno.

Immagine: Giovanni Fattori (1825-1908) – Contadina nel bosco (1861)

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