Esplorazioni,  Storia

1740 – Guerra nel Pacifico

VIAGGIO ATTORNO AL MONDO

FATTO NEGLI ANNI MDCCXL. I. II. III. IV.

DAL SIGNORE GIORGIO ANSON

Presentemente Lord Anson,

allora Comandante in capite di una Squadra di Navi da Guerra di S. M. B.

ricavato dal Suo proprio giornale E DA ALTRI SUOI FOGLI

DA RICCARDO WALTER MAESTRO NELLE ARTI

E Cappellano della Nave Centurione in quella Spedizione

TRADOTTO dall’INGLESE IN ITALIANO DA HAMBLY POPE

IN LIVORNO MDCCLVI. Per Gio. Paolo Fantechi e Compagni

Mentre la Gran Bretagna stava combattendo la guerra di Jenkins ‘Ear con la Spagna nel 1740 (conosciuta come Guerra del Asiento in Spagna), il commodoro George Anson guidò uno squadrone di otto navi in ​​una missione per distruggere o catturare i possedimenti dell’Oceano Pacifico dell’Impero spagnolo. Il viaggio fu notevole anche per la cattura del galeone di Manila e per le terribili perdite dovute a malattie con solo 188 uomini sopravvissuti degli originali 1.854.

Ritornato in Gran Bretagna nel 1744 attraverso la Cina e completando così una circumnavigazione del globo, nel 1748 fu pubblicato un resoconto del viaggio che, essendo ampiamente letto dal grande pubblico, fu un grande successo commerciale ed “è ancora stimato come la storia di un viaggio straordinario estremamente ben raccontato”

Particolare della mappa dell’edizione italiana del 1756

L’identità del vero autore di un libro di tale successo è stata oggetto di controversie. Il libro tuttavia è “senza dubbio l’opera di un uomo che ha familiarità con la vita quotidiana a bordo di una nave da guerra”. Questa prima traduzione italiana è stata curata dal letterato inglese Hambly Pope che scriveva nella prefazione al libro del 1756: “Se l’amor della Patria fa, che ad ogni buon Cittadino convenga il procurar di palesare al Mondo i pregj della propria Nazione, certamente, anzi che biasimo alcuno temer debba, approvazione, e gradimento riportare io spero, per aver tentato di render più noto in Italia il nome, ed il merito di Sua Eccellenza Milord Anson, uomo de’ più illustri che possa vantare il nostro secolo, traducendo in Toscana favella la descrizione del celebre suo Viaggio.

Pur essendo scritto e tradotto nel ‘700, è un libro molto godibile, un romanzo di mare, di viaggi, di scoperte, di genti incontrate, di battaglie, di naufragi, di fame, sete e scorbuto, di morte e vita: di successi e di molti insuccessi o forse ancor più di disastri.

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E’ un orgoglio essere i primi, dopo 266 anni, a pubblicare questo avvincente libro di mare, guerra, esplorazione, viaggio, sofferenza successi, insuccessi e disastri. Un libro che racconta di una squadra di navi Inglesi inviata nel Pacifico per combattere gli Spagnoli nelle loro colonie: la prima guerra nel Pacifico?

Dal 1740 al 1744, 3 anni e mezzo di avventure, la perdita di più di 1600 uomini, e di varie navi affondate nelle tempeste, svuotate dallo scorbuto, dalla fame e dalla sete, la conquista di città, la spoliazione del galeone di “Manila” (“Nuestra Señora de Covadonga“), la trattative con i cinesi di Canton, la storia del corsaro britannico Alexander Selkirk che pochi anni dopo ispirò Daniel Defoe son il suo Robinson Crusoe, “primo” (?) romanzo della storia della letteratura.

E se invece fosse questo il primo romanzo?

Una traduzione affascinante, certo datata, ma che ci riporta all’epoca in cui fu scritta. Una bella traduzione, piacevole alla lettura anche con le sue parole a volte apparentemente lontane: Conciossiachè, Perciocché, Ammiralità, il Chilì, le sciable, le lancie, l’uso della j come in nojosa o in ghiaja, la punteggiatura a volte apparentemente casuale, i Marinari e gli Uffiziali, i verbi a volte lontani come incoraggirli, ebbemo, scuoprì, le posizioni misurate con i venti come Levante verso Greco, ed al Greco Levante, l’Ostro e la Tramontana.

Bisogna aprire una carta geografica e ricercare le isole che spesso hanno cambiato di nome, i porti, gli stretti, capire le correnti, immaginare il profilo delle montagne, lo stretto Magellanico, trovare le città a volte minori come Paita, in Perù, dove ho avuto la fortuna di passare e di mangiare in un cadente ristorante su palafitte nel porto, intorno al quale passavano zattere di balsa a vela.

Perché a volte il mondo non è poi così cambiato dal 1740 ad oggi. La guerra nel Pacifico di allora, si è ripetuta ben più tragicamente 200 anni dopo …. nelle stesse isole come Guam e Tinian delle Marianne.

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A voi questo testo riscoperto casualmente ed a cui siamo arrivati dopo aver letto un altro testo che lo citava, il viaggio intorno al mondo, tra il giugno del 1764 e il maggio del 1766 che Byron completò come capitano della HMS Dolphin.

“Quantunque la Terra del Fuoco abbia un aspetto tanto sterile, e desolato, pure quell’Isola della Terra degli Stati la supera di gran lunga nella salvatichezza, e nell’orrore di sua apparenza; imperocché non si scorge in essa che una catena di scogli per ogni parte inaccessibili, senza che fra essi si vegga una minima parte di terra atta a produrre qualche cosa. Questi scogli terminano in punte innumerabili, rozze, e d’un’altezza smisurata, e sono perpetuamente coperti di neve, e circondati da orridi precipizi; alcuni di questi dirupi stanno talmente in pendìo, che sembrano sospesi in aria, e quegli scogli che servono loro di base, sono per lo più staccati dagli altri per certe spaccature, che direi prodotte da’ terremoti, penetrando quelle a perpendicolo quasi al fondo nella loro sostanza, sicchè non si può immaginare comparsa più brutta della veduta di questa Costa.”

L’isola di Madera, il Brasile, le Isole Falkland, Capo-Horn, le Isole Juan Fernandez, il Cile, il Perù, Panama, le isole Marianne, le Filippine, la Cina con Macao e Canton, ed il Capo di Buona Speranza, sono alcune delle tappe della prima grande spedizione nel Pacifico: forse il primo esempio di una guerra fra grandi potenze in questo mare che diverrà 200 anni dopo uno dei punti focali della seconda guerra mondiale. La storia si ripete?

Un libro da leggere con passione

A Voyage around the World

Mappa dell’edizione francese
Particolare della mappa dell’edizione francese

Immagine: The Centurion capturing the Covadonga (“Nuestra Señora de Covadonga“) by Samuel Scott (1702 – 1772)

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