Viaggi

Vagabondaggi nelle Dolomiti d’Ampezzo

Theodor Wundt

Che sensazione magnifica di benessere ci pervade, non appena scuotiamo dalle scarpe la polvere dell’esistenza quotidiana e veniamo avvolti dal respiro frizzante dell’alta montagna! Con leggerezza, quel soffio dissolve le preoccupazioni che ci hanno seguiti fin qui, disperdendole lontano nell’aria. Una vita nuova e gioiosa scende nel nostro animo, colmandosi del desiderio sconfinato di libertà. Un canto segue l’altro, il corpo gode della forza appena ritrovata e il cuore torna giovane come un tempo.

Ci godiamo con gioia tutto ciò che l’occhio scorge: il bosco verde, il villaggio pacifico, il lago sorridente, e volgiamo lo sguardo stupito verso le imponenti pareti di roccia. Come sarà lassù? In noi si risveglia l’attrazione per l’infinito, l’impulso verso l’alto, verso le vette ariose; una spinta irresistibile a sollevare il loro velo misterioso, a posare il piede vittorioso sulla cima e sentirci padroni di questo splendido creato.

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Correva l’anno 1895 quando Theodor Wundt pubblicava a Berlino quello che sarebbe diventato un classico della letteratura alpina. Oggi, a distanza di oltre un secolo, queste pagine rivivono in una nuova traduzione italiana, offrendo al lettore moderno uno sguardo senza filtri sulle Dolomiti d’Ampezzo come apparivano agli occhi dei grandi esploratori di fine Ottocento.
Theodor Wundt non fu un semplice visitatore. Ufficiale prussiano, alpinista instancabile e fotografo d’eccezione, portò tra le crode ampezzane una sensibilità nuova: fu tra i primi a comprendere che la montagna non andava solo scalata, ma documentata e raccontata. Questa è la seconda traduzione italiana dell’opera, che segue la storica edizione illustrata del 1996 curata da La Cooperativa di Cortina (Sulle Dolomiti d’Ampezzo 1887-1893).
In quest’opera, Wundt ci accompagna tra le Tofane, il Cristallo, le Tre Cime di Lavaredo, il Pelmo e il Sorapiss, spesso guidato da leggende locali come Michele Innerkofler. Particolarmente affascinante è la sua descrizione della montagna invernale, restituita con una passione e una vividezza che anticipano i tempi.
Abbiamo scelto di tradurre Wanderungen con “Vagabondaggi” per restituire il senso profondo dell’andare di Wundt: un incedere che non è solo fisico, ma un’esplorazione dell’anima di queste montagne, catturata attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica e la precisione della sua penna. Il lettore vi troverà:
Cronache di scalate epiche, descritte con il rigore del militare e l’entusiasmo del sognatore.
Uno spaccato sociologico di una Cortina di fine secolo, crocevia tra nobiltà europea e cultura montana autentica.
Una visione estetica d’avanguardia, che segna il passaggio fondamentale dalla montagna come “ostacolo” alla montagna come “opera d’arte”.

Immagine: Der Monte Cristallo dalla valle di Landro vicino a Schluderbach Carbonin – Incisione su legno del 1895



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