Saggistica

L’Anima delle Alpi ed il Culto della Montagna

di Leslie Stephen

Un classico intramontabile della letteratura di montagna.

Pubblicato originariamente come raccolta di articoli apparsi su prestigiose riviste come il Fraser’s Magazine e il Cornhill Magazine, “Il parco giochi d’Europa” (The Playground of Europe) non è solo un resoconto di scalate, ma il manifesto poetico e filosofico di un’intera epoca.

Leslie Stephen, figura centrale dell’Età d’oro dell’alpinismo e intellettuale raffinato, ci conduce tra le vette delle Alpi con una scrittura che fonde ironia, precisione tecnica e una profonda venerazione per la natura.

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Dalla “Vecchia” alla “Nuova Scuola” – Uno degli aspetti più affascinanti dell’opera è l’analisi storica del nostro rapporto con la montagna. Stephen descrive il passaggio dalla “Vecchia Scuola” — che considerava le Alpi come “orribili escrescenze della terra”, simboli del male o inutili ostacoli alla civiltà — alla “Nuova Scuola”. Attraverso l’influenza di pensatori come Rousseau e scienziati come Saussure, la montagna smette di essere un mostro da fuggire per diventare un luogo di rigenerazione spirituale e di sfida atletica.

Le grandi scalate: Schreckhorn, Rothhorn e il Monte Bianco

Il libro offre cronache avvincenti di alcune delle ascensioni più celebri dell’autore:

  • Lo Schreckhorn: Descritto come “il più selvaggio e proibitivo di tutti”, Stephen ne racconta la conquista nel 1861, sottolineando il ruolo cruciale delle guide e la solitudine maestosa della vetta.
  • Il Rothhorn: Una scalata definita come una lotta contro “pinnacoli fantastici” e creste affilate come lame.
  • Il Monte Bianco: In uno dei capitoli più suggestivi, l’autore descrive un tramonto dalla vetta, dipingendo il “conico d’ombra” della montagna che si proietta sull’Europa intera come un’esperienza che trascende il fisico per toccare il mistico.

Filosofia e “Rimpianti di un Alpinista”

Oltre l’aspetto sportivo, Stephen riflette sul senso stesso del salire. Per lui, l’alpinismo è uno sport nobile che permette di sostituire una “fede morta” nei numeri (l’altezza misurata in piedi) con una “fede sperimentale” basata sullo sforzo muscolare e sulla percezione diretta della vastità.

Il volume si chiude con una nota malinconica ma serena: i “Rimpianti di un alpinista“, dove l’autore, non più in grado di scalare, riconosce che il ricordo di quelle “ore di solitaria sublimità” resta la parte più solida e reale della propria esistenza.

Perché scaricare questo ebook?

Questa edizione, basata sulla revisione del 1904, include riflessioni mature dell’autore sulla sua “monomania” alpina e capitoli aggiuntivi come “Le Alpi in inverno”, che esplorano il fascino onirico e silenzioso della montagna innevata. “Il parco giochi d’Europa” è un invito a riscoprire le Alpi non solo come meta turistica, ma come un santuario di silenzio e bellezza dove l’uomo può ancora misurare la propria piccolezza di fronte all’infinito.

Leslie Stephen

Leslie Stephen (1832–1904) è stato una delle figure più influenti dell’alpinismo ottocentesco.
Presidente del prestigioso Alpine Club, fu un protagonista assoluto della cosiddetta “Età d’oro” delle scalate, un’epoca in cui le grandi vette alpine venivano conquistate una dopo l’altra. Collaboratore di testate d’élite come il Cornhill Magazine, Stephen non era un semplice sportivo, ma un letterato capace di trasformare le cronache di ascesa in riflessioni filosofiche profonde.
Stephen scriveva con una vena di autoironia tipicamente vittoriana, definendosi un “innocuo monomaniaco”. Rifiutava l’immagine dell’alpinista-eroe, sottolineando sempre che il merito del successo apparteneva alle sue guide (come Melchior Anderegg o Ulrich Lauener), che considerava compagni intelligenti e affidabili, superiori ai propri datori di lavoro per forza e coraggio.
Al di là della piccozza e della corda, Stephen fu un gigante della cultura britannica (curò, tra le altre cose, il Dictionary of National Biography). Fu anche il padre della celebre scrittrice Virginia Woolf e della pittrice Vanessa Bell.   Questa sensibilità letteraria emerge prepotentemente nei suoi scritti, dove la montagna diventa una metafora della vita stessa: un luogo dove l’uomo misura la propria piccolezza di fronte all’infinito.

Immagine: Illustrazione tratta dal libro originale The Playground of Europe



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