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Come si morirebbe di noia se il mondo fosse piatto!
Alpinismo di Paolo Lioy ATTENZIONE: libro adatto solo agli amanti della montagna! Più che si sale più si fa grande il silenzio. Cessa ogni fragore di cascate e di torrenti, tace ogni stormire di foglie. I boschi restano sotto, prima quelli a foglie caduche, poi le foreste d’abeti e di larici. Soli i pini cembri che porgevano il legno incorruttibile agli angeli di Brustolon, si spingono oltre all’estremo confine della vegetazione arborea. Gli arboscelli diventano nani. Spariscono villaggi e capanne e i campicelli coltivati con infinito stento a segala, a orzo, a legumi, e sostenuti contro le frane da ripari di pietre. Spariscono anche gli ultimi ricoveri dei pastori, chiamati…
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Nell’estate, il suolo alpino è sonoro
NOVELLE E PAESI VALDOSTANI di Giuseppe Giacosa La Val d’Aosta dell’800, le sue montagne, la sua gente, la neve (ma che neve!), il lavoro, la solitudine, la natura, la storia, sono le protagoniste di questa splendida raccolta di racconti pubblicata nel 1886. Giuseppe Giacosa, autore piemontese nato nel 1847 e morto nel 1906 è famoso soprattutto grazie alla sua collaborazione con Puccini e Illica per la stesura dei libretti di La Bohème (1896), Tosca (1899) e Madama Butterfly (1904) che gli diedero una fama mondiale. Ma la sua attività di librettista nasconde forse ancora adesso una reale e importantissima azione di narratore regionale, attento a sviluppare tematiche valdostane e a…
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Sette cacciatori, un medico, un parroco …ed altre storie
Monte Rosa: montagna d’Europa con testi di Leonardo da Vinci, Luigi Vaccaroni, Giuseppe Farinetti, Giovanni Oberto, Guido Rey, G. Luigi De Bartolomeis, Carlo Restelli, Vittorio Sella, Francesco Porro tratti dagli originali dell’ottocento Il Monte Rosa è il massiccio montuoso più esteso delle Alpi, il secondo per altezza dopo il Monte Bianco, nonché quello con l’altitudine media più elevata (vi appartengono 9 delle prime 20 cime più alte della catena alpina) e quindi d’Europa. Sono sette le valli che nascono dal Monte Rosa: >in Italia (su cui insistono i tre quarti del massiccio):Valtournenche (valdostano)Val d’Ayas (valdostano)Valle del Lys (o di Gressoney) (valdostano)Valsesia (piemontese);Valle Anzasca (piemontese);> in Svizzera:Mattertal (con Zermatt)Saastal (con Saas-Almagell).…
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ed al tuo nome sia monumento perenne una delle principali cime del Rosa …
Nozioni Topografiche del Monte Rosa ED ASCENSIONI SU DI ESSO di Giovanni Gnifetti Paroco d’Alagna Il Monte Rosa è quella superba montagna, che, quale Regina in mezzo le Alpi Pennine, erge ed innalza altiera le sue vette nelle regioni che ha comuni colle nubi, e presiede, per la felice posizione nella quale sopra le altre si estolle, qual vigile sentinella a parecchie provincie e regni. E quindi io sarei d’avviso non esservi posizione nè in Europa, nè forse in verun continente del globo, più felice di quella del Monte Rosa onde godere di un orizzonte più spazioso ed esteso, e quasi interminabile, quale si fruisce e si abbraccia da questa…
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Nell’estate del 1893 alla ricerca della Weltvergessenheit
Di vetta in vetta Nelle Dolomiti a Cortina d’Ampezzo di Leone Sinigaglia Rilassante, vacanziero. Che bello andare di vetta in vetta con un musicista. Da leggere – Nuova edizione 2026 La stradetta carrozzabile comincia poco sotto la chiesa, e, valicato il Boite, sale serpeggiando per le praterie di Grignes e Lacedel, piega alquanto a sinistra verso il Belvedere di Crepa, attraversando un breve e poetico tratto di foresta, per riuscire poi sul verde piano di Pocòl (1500 m.), ove sorge ora il nuovo «Albergo della Tofana» modesto, ma ben tenuto, con belle camere gaie, situato utilmente per le salite delle cime Croda da Lago, Nuvolau-Averau, e Tofana. Pochi minuti più…
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… mi ti offro guida per condurti in Cadore
IL CADORE descritto da Antonio Ronzon Guida del 1877 Gentil lettore, che tu sia avvezzo a contemplare il tramonto del sole dalla baia incantata di Napoli o dai colli di Samminiato e di Fiesole, o ad ammirare dalle rive del Tevere i monumenti dell’eterna città, o a riposare l’occhio sulla ricca e fertile pianura lombarda; che tu abiti sulle sponde della Dora o del Po; che tu abbia ogni giorno dinanzi agli occhi lo spettacolo del ligure porto, ricco di piroscafi e navi, o che ti piaccia cullarti soavemente sulla veneta laguna in una misteriosa barchetta; da qualunque parte tu venga d’Italia nostra, o d’Inghilterra o di Germania, ospite desiderato…
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Affrontando l’ignoto con tracotanza e fanciullesco stupore
ESPLORAZIONEDELLEREGIONI EQUATORIALILUNGO IL NAPO ED IL FIUME DELLE AMAZZONI di Gaetano Osculati Il giorno 29 Marzo partii da Panama per recarmi al Guayaquil sul vapore inglese l’Ecuador che intratteneva una regolare e mensile corrispondenza lungo la costa della Colombia, del Perù e del Chili. Si fe’ scalo per poche ore nel porto di Sant. Buenaventura nel gran Chocò, ed il giorno 2 Aprile alle 3 pomeridiane si gettava l’ancora nel porto del Guayaquil. Ecco un uomo, che per amore della geografia e delle storie naturali, ha, senza sussiego, accettato le fatiche ed i pericoli, indubbiamente straordinari, d’un viaggio, e che viaggio! In selvagge solitudini, in spazi immensi, tagliati da rapidi…
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Cosa diamine passa per la mente d’un bue quando il gaucho grida il suo ahooo!?
L’ARGENTINAVISTACOM’E’ Le sciagure di un paese ricco e l’emigrazione italiana. Reportage del 1901/1902 per il Corriere della Sera di Luigi Barzini Pubblichiamo la raccolta delle “lettere argentine”, pubblicate dal Corriere della Sera tra la fine del 1901 e il 1902. Barzini ci restituisce un quadro affascinante e complesso allo stesso tempo: la ricchezza e la miseria, la crisi economica, i pro e i contro dell’immigrazione, la corruzione, le contaminazioni, la dignità delle persone. Tutto è mirabilmente descritto, con lucidità e passione, da una delle voci più note del giornalismo italiano del XX secolo. Un libro del 1902 che ci aiuta a capire l’Argentina così com’è e l’immigrazione di oggi nel…
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La seconda spedizione Bòttego
L’Omo Viaggio d’esplorazione nell’Africa orientale Narrato da L. Vannutelli e C. Citerni. Al pari del Nilo, l’Omo (fiume dell’Etiopia lungo 760 km) ha destato alla fine dell’Ottocento notevoli perplessità circa il suo corso e le sue sorgenti. Numerosi esploratori cercarono invano di scoprire il mistero dell’Omo. Vi riuscì infine Vittorio Bòttego nel corso della sua seconda spedizione del 1895-97 in cui l’esploratore italiano trovò la morte. Bòttego raggiunse la valle dell’Omo il 29 giugno 1896 e ne seguì il corso fino alla foce nel lago Turkana (allora chiamato Rodolfo) dopodiché la spedizione risalì il fiume ed il 1º gennaio 1897 entrò nel bacino del Nilo. Se siete arrivati a questo…
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A nave rotta ogni vento è contrario
I Malavoglia di Giovanni Verga I Malavoglia non è intrattenimento, non è sentimentalismo, è la cruda descrizione dell’umanità nella sua forma più pura senza sovrastrutture o giustificazioni. “Soltanto il mare gli brontolava la solita storia sotto, in mezzo ai Fariglioni, perchè il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico.” E’ la storia di Padron ‘Ntoni, vedovo, che…



























